Intervista a Mario Di Paolo

Perché questa ricerca spasmodica sui materiali?
Più che di ricerca spasmodica parlerei di un’investigazione culturale che Spazio Di Paolo segue da più di 20 anni sui materiali e su tutto ciò che concorre a instaurare un rapporto diretto tra il fruitore e il packaging. Un’esplorazione mirata a sollevare esigenze tecniche ma anche comunicative, capaci di scardinare il normale modo di presentare un prodotto, e attribuire all’etichetta un senso più profondo, ben lontano dal semplice effetto wow. Per andare oltre il conosciuto e dare al contenuto maggiore visibilità attraverso il racconto di quel territorio o della cantina, utilizzo il materiale, che plasmo con ciò che ho a disposizione, e se non rientro nello spettro dei materiali standard, me lo vado a creare.

Cosa significa per te packaging?
Per me il packaging è come una pelle che si sagoma intorno al prodotto, lo protegge e lo valorizza, ma allo stesso tempo è una grande opportunità di comunicazione. Quando 25 anni fa ho cominciato a ragionare sull’aspetto evolutivo del packaging, ho anticipato i tempi capendo che non era più da considerare come un semplice rivestimento. Attraverso l’innovazione, da veste estetica poteva assumere il ruolo di veicolo parlante, per raccontare al meglio prodotto e produttore.

Quando un packaging è vincente?
Quando riesce a centrare tutti gli obiettivi della comunicazione e del marketing portando dentro l’etichetta innovazione e i valori fondamentali di tradizione, cultura e biodiversità. Per costruire un packaging che si distingua senza essere semplicemente sbalorditivo, entra in campo la professionalità del creativo, che deve avere una visione di tutti gli elementi che concorrono alla conoscenza del prodotto da rappresentare.

Quale deve essere la relazione tra il contenuto (vino o distillato) e il suo contenitore?
Lo studio di un packaging per vini o distillati va dalla bottiglia all’etichetta fino al packaging secondario. Oggigiorno il dialogo tra le parti (carte, bottiglie e tappi) è importantissimo per determinare un’immagine riconoscibile in un mercato sempre più segmentato, dove ci si deve distinguere con soluzioni innovative. È a questo punto che a fianco del creativo entrano in campo tutte le possibilità che la produzione di settore può offrire, per argomentare le particolarità e le originalità di ogni produzione attraverso materiali e tecniche di stampa.

Quali sono i trend forti in questo momento?
A livello di packaging i trend forti sono le personalizzazioni, quindi una maggiore cura del dettaglio. Un trend sviluppato grazie a una maggiore richiesta e a una forte competizione sul mercato da parte dei big player che servono il settore Wine and Spirits e che oggi mettono a disposizione i loro knowhow. A mio parere questo andamento sta creando un’escalation di creatività internazionale che porterà la definizione dei packaging a un livello sempre più alto.

Anticipazioni sui fenomeni che secondo te cresceranno?
All’interno del panorama enologico e nel mercato del vino, il ‘rosato’ è diventato un best seller che fa da trend setter anche per altri vini. Il suo boom ha determinato una ricerca intensa di nuove forme (dai vetri ai tappi personalizzati) e un modo di comunicare estremamente spinto, che rievoca la trasparenza e il colore richiamando alla degustazione. Nel mondo degli Spirist, il Gin porta avanti un mercato che si sta aprendo a Vodke, Tequile e Rum. Ma cresce anche la produzione degli idrolati: un fenomeno che porterà brand noti a proporre la propria marca anche nella degustazione alcool free.

Tradizione o innovazione?
Se si parla di stile e tecnologia Spazio Di Paolo sa osare con l’innovazione più moderna. Ma è sempre con l’innovazione che vuole comunicare la tradizione: una delle cose che ci tiene legati alla biodiversità. Io sono per la tradizione ma comunicata attraverso un’innovazione calibrata a quello che devo rappresentare. Il progetto di packaging è a servizio del prodotto, quindi non deve sovrastarlo, deve raccontare al meglio la sua storia, valorizzarlo e accompagnarlo sul mercato dove, prima di essere immesso, segue una strategia di posizionamento attentamente analizzata per garantire una performance mirata a seconda della richiesta del cliente.

Mario Di Paolo, fondatore e CEO dell’agenzia Spazio di Paolo, è la mente creativa di alcuni tra i design e le etichette più accattivanti del settore. È considerato un guru del packaging enologico e il suo lavoro ha vinto illustri premi internazionali tra Pentawards, Vinitaly e San Francisco International Wine Competition.

Mario Di Paolo